2010-01-26 09:46:00Sacconi: "Dall'Udc solo opportunismo"
ALESSANDRO BARBERA
ROMA
Ministro Sacconi, Nichi Vendola stravince le primarie in Puglia, l'Udc si smarca da entrambi gli schieramenti e inaugura la politica dei "tre forni". Sorpreso?
«Adriana Poli Bortone non verrà mai eletta. E' evidente che si tratta solo di un tentativo di favorire la sinistra, e quindi Vendola. Ma fallirà».
Perché dovrebbe fallire?
«Il sistema politico è irreversibilmente orientato al bipolarismo, oserei dire al bipartitismo. Sono convinto che gli elettori daranno un voto utile ad uno dei due schieramenti. Se l'Udc volesse mettere in discussione questo assetto, sarebbe credibile se lo facesse almeno ancorando le scelte ai contenuti e ai valori che più lo legano alla sua identità. Diversamente l'accusa di opportunismo diventa inevitabile».
Immagino pensi al fatto che Casini dovrebbe coalizzarsi solo con il centro-destra. Ma i cattolici stanno in entrambi gli schieramenti.
«L'Udc ha scelto di rinunciare a svolgere un ruolo politico, laddove per politica si intende anzitutto l'incontro fra valori. Le faccio un esempio: caduto l'accordo sulla Puglia, la Regione più importante in cui si realizza l'alleanza fra sinistra e Udc è in Piemonte. Una Regione in cui, lo dico spero senza offesa per la signora Bresso, Casini corre in soccorso di un candidato più laicista di Emma Bonino».
Giudizio tranchant il suo. A cosa la Bresso dovrebbe il primato in laicismo?
«E' noto a tutti che lei, più di qualunque altro Governatore, si è speso ad esempio a favore dell'aborto farmacologico e dell'eutanasia per Eluana Englaro».
Le geometrie dell'Udc non le piacciono, però vi sta bene il suo sostegno in alcune Regioni. Coerenza per coerenza...
«Sui valori il loro posto è nel centro-destra. Comunque dove si è realizzata l'alleanza è perché hanno condiviso una scelta fatta anzitutto dal Popolo delle libertà».
Quando il Cardinal Bagnasco chiede ai cattolici impegnati in politica di "essere coerenti con la fede che include ogni istanza" pensa all'Udc?
«La Chiesa parla alle coscienze, non alle strutture politiche. Certo è che i valori ai quali si riferisce Bagnasco sono anche quelli del riconoscimento della vita in tutte le sue forme. Per questo io contesto il cinismo che spinge un partito di ispirazione cattolica a sostenere la Bresso anziché chi, come Cota, si è concretamente speso in difesa della vita».
Nelle parole di Bagnasco non teme ci sia nostalgia del partito dei cattolici? E non teme che il Pdl possa trasformarsi in una nuova Dc?
«Assolutamente no. La Chiesa, se mai l'ha avuta, ha superato da un pezzo l'idea del partito confessionale. E il Pdl ha raggiunto la felice sintesi di un partito insieme laico e cristiano».
Maurizio Sacconi crede?
«Il mio rapporto con la fede è questione privata che nulla aggiunge e nulla toglie alla convinzione laicissima circa il valore della vita. Invece è ormai da tutti riconosciuto che le società più dinamiche sono quelle demograficamente più vitali».
D'accordo, ma per aiutare le famiglie in questa legislatura non avete fatto ancora nulla. Lei stesso ha proposto la reintroduzione delle deduzioni per carichi familiari, eppure il tema non è all'ordine del giorno del governo.
«Giulio Tremonti ha annunciato la riforma fiscale nella legislatura e la famiglia ne costituisce uno dei parametri fondamentali. E' ovvio che la riforma si realizzerà solo con la ripresa. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia sul debito pubblico».
Lei crede che gli elettori lo capiranno e continueranno a sostenervi?
«Con una sinistra in così grave crisi d'identità? Non ho dubbi al riguardo».
Teme lo sciopero della Cgil sul fisco?
«Non credo che in una fase di così grande crisi lo sciopero della Cgil possa avere un qualche successo».
La Cgil propone la riduzione delle tasse per il lavoro dipendente. Un argomento non indifferente per il vostro elettorato, e sul quale fate promesse dal 1994.
«Mi fa piacere che la Cgil sia stata condizionata dal nostro bagaglio di idee. Vuol dire che l'egemonia culturale è compiuta».
Renato Brunetta ha proposto un reddito minimo per i giovani. L'economista cattolico Stefano Zamagni ha replicato: più che di denaro ai giovani occorre dare occasioni di lavoro, anche mentre studiano. E' d'accordo?
«I giovani hanno più bisogno di canne per pescare che di pesci, ovvero di robusti investimenti nella transizione dalla scuola al lavoro. E' ciò che indica il nostro Piano per l'occupabilità».
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