2009-06-23 22:30:17Berlusconi: "Mai pagato per le donne"
ROMA
«Dietro l'inchiesta di Bari c'è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D'Addario». Silvio Berlusconi sceglie il settimanale Chi per intervenire sul caso delle escort ospitate a feste e cene nelle sue residenze e per denunciare l'esistenza di un disegno preciso contro di lui.
Il presidente del Consiglio fa subito presente di «non aver mai pagato una donna» rispedendo al mittente le accuse - al centro dell'inchiesta di Bari - di essersi intrattenuto con prostitute d'alto bordo. Anzi, spiega ad Alfonso Signorini, «se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia». Sospetti e veleni che però sembrano esistere in alcune intercettazioni di telefonate fatte da Gianpaolo Tarantini, altro protagonista della vicenda. Ma Berlusconi - sospendendo ogni giudizio - chiede per lui «la presunzione di innocenza». Colpevoli, invece, sono «alcuni editori e alcuni direttori di giornali».
Premettendo che «non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno» e che «non c'è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare» il premier punta il dito contro la stampa che deve «vergognarsi e scusarsi con me» per quelle che Paolo Bonaiuti ha definito «distorsioni mediatiche e attacchi eversivi» che hanno anche influito sulla competizione amministrativa,. Ma, forse, soprattutto sulla sua vita privata. E l'intervista a Chi gli permette di rivolgere un pensiero a Veronica e ai figli. Della separazione Berlusconi parla come di «una ferita molto dolorosa» e talmente profonda che «nemmeno il tempo potrà rimarginare». Ma ha anche parole affettuose nei confronti di Veronica e di quella che è stata «una grande storia d'amore. E le vere storie d'amore non si cancellano mai». «Sereno ma triste» Berlusconi sottolinea il «dolore provato per il fango» lanciatogli addosso, ma felice per la prova di compattezza e di amore che hanno visto protagonisti i suoi cinque figli «di fronte alle incredibili affermazioni del leader dell'opposizione».
Immediata la replica di Patrizia D'Addario, la ragazza accusata dal premier di aver ricevuto un companso per screditarlo. «Smentisco che ciò sia accaduto» afferma la D'Addario. D'Addario invita quindi «l'onorevole Berlusconi, qualora sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, a volerla trasmettere all'Autorità giudiziaria». «Se così non fosse - conclude - vorrei pregarlo di astenersi da simili affermazioni». E l'intervista "chiarificatrice" non è bastata nemmeno per evitare al premier un nuovo e durissimo attacco da parte di Famiglia cristiana che torna a gridare allo scandalo parlando di «un'emergenza morale del Paese». «A tutto c'è un limite - scrive il settimanale dei paolini - e quel limite di decenza», nelle vicende private di Berlusconi, «è stato superato». «Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del "buon governo" per giustificare qualsiasi comportamento», continua Famiglia Cristiana. Il settimanale cattolico chiede poi alla Chiesa di prendere posizione sulla vicenda e punta il dito sulle leggi ad personam spiegando che «con Dio non è possibile stabilire un "lodo"» o, tanto meno, «chiedergli l'immunità moralè». E contro, soprattutto, i «comportamenti gaudenti e libertini» del premier al quale «a poco servono imbarazzanti e deboli difese d'ufficio dei vari "corifei", "caudatari" o "maschere salmodianti" che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell'indifendibile».
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